I vertici dell’organizzazione militare

Ai vertici dell’organizzazione militare della R.S.I. stava il Ministero della Difesa Nazionale che, dal 6 gennaio 1944 si chiamò Ministero delle Forze Armate. Il Ministro, che fu il Maresciallo d’Italia RODOLFO GRAZIANI, deteneva anche la carica di Capo di Stato Maggiore Generale.

 Collaboravano col Ministro un Sottosegretario per l’Esercito, uno per la Marina e uno per l’Aeronautica.

 Esisteva, poi, un Capo di Stato Maggiore per l’Esercito, uno per la Marina e uno per l’Aeronautica.

 

L’organizzazione militare territoriale

Il territorio della R.S.I. non occupato dal nemico fu organizzato, fin dal Settembre 1943, in Comandi Militari Regionali (C.M.R.) e Comandi Militari Provinciali (C.M.P.) I C.M.R. furono:

200° ROMA

201° FIRENZE

202° BOLOGNA

203° PADOVA

204° TRIESTE

205°  MILANO

206°  TORINO

207°  PERUGIA

208°  MACERATA

209°  CHIETI – L’AQUILA

210°  ALESSANDRIA

 Ogni C.M.R. constava di un Comando, un Quartier Generale con una Delegazione di Intendenza e una Compagnia (in alcuni casi un Battaglione) Regionale.

 Ogni Provincia ebbe un C.M.P. con un proprio Quartier Generale, una Compagnia (o un Battaglione) provinciale e il Distretto Militare.

 Furono, infine, attivati (e rimasero attivi fino all’aprile 1945) tutti i servizi necessari : le Scuole Ufficiali, il Servizio Artiglieria, il Servizio Automobilistico, il Servizio Chimico, il Servizio di Commissariato, il Servizio Genio, il Servizio Sanitario, il Servizio Trasporti, il Servizio Veterinario.

 

Le formazioni armate della R.S.I. furono molte e multiformi. Ci furono corpi militari che, come la Decima Flottiglia MAS di Borghese e altre, all’atto dell’armistizio dell’ 8 settembre 1943 non si sciolsero e decisero immediatamente di continuare a combattere a fianco dei tedeschi “per l’onore d’Italia”, ci furono miriadi di formazioni volontarie che si costituirono fin dai giorni immediatamente successivi all’8 settembre, ci furono i militari di leva delle classi 1924 e 1925 che si presentarono alle armi, ci furono coloro che, arrestati dai tedeschi subito dopo l’armistizio, aderirono alla R.S.I. e furono inquadrati nelle sue forze armate….

 Alcune di queste formazioni ebbero carattere spiccatamente politico, come le Brigate Nere e la Guardia Nazionale Repubblicana, ma altre e, in primis, le quattro divisioni che costituirono il nerbo dell’esercito repubblicano, furono, per scelta fortemente voluta dal Maresciallo Rodolfo Graziani, Ministro della Guerra, apolitiche.

L’ESERCITO REPUBBLICANO

Le quattro divisioni

La 29° Divisione SS Italiana

La Guardia Nazionale Repubblicana

I Battaglioni di Bersaglieri volontari

Le forze armate di polizia.La legione Autonoma Muti

Il Raggruppamento Cacciatori degli Appennini

Il S.A.F. Servizio Ausiliario Femminile

Le Brigate Nere

I Reparti non indivisionati

I reparti della RSI operanti oltre confine

Il Gruppo BattaglioniD'Assalto Forlì

Le Fiamme bianche

I Servizi speciali

Altri Corpi

Le quattro divisioni

Un laborioso accordo con la Germania consentì, fin dall’ottobre 1943, di avviare la costituzione e l’addestramento in Germania di quattro divisioni che avrebbero costituito quello che potremmo chiamare l’esercito regolare della R.S.I.

 L’accordo prevedeva che l’addestramento sarebbe avvenuto in Germania e che le divisioni sarebbero state armate con armi tedesche. Gli ufficiali, i sottufficiali e i graduati furono reclutati fra gli ex militari dell’esercito regio deportati in Polonia e in Germania che avevano scelto di riprendere le armi sotto le insegne della R.S.I. I militari di truppa,  invece, sarebbero stati reclutati in Italia fra volontari e militari di leva.

 Le divisioni furono:

  Divisione Alpina MONTEROSA, che sarebbe stata addestrata a Munzinghen nel Baden; comandanti: Col. Umberto Marfredini dal 9.2.44 al 23.3.44, Gen. Goffredo Ricci dal 24.3.44 al 15.7.44, Gen. Mario Carloni dal 16.7.44 al 21.2.45, Col. Giorgio Milazzo dal 22.2.45 al 28.4.45;

 Sarà la divisione numericamente più forte. Conterà circa 20000 uomini.(1)

 Essa, rientrata in Italia nel luglio 1944, sarà impiegata prima a difesa della costa ligure da Genova a La Spezia, poi (fine ottobre 1944) il comando di divisione con circa 8000 uomini reggerà il fronte in Garfagnana (ove il Btg. Intra e il Gruppo Artiglieria Bergamo rimarranno fino al 20 aprile 1945), infine una forza di 10000 uomini sarà impiegata sulle Alpi Occidentali fino al termine del conflitto.

 Avrà oltre 1000 caduti e oltre 3000 feriti.

  Divisione di Fanteria di Marina SAN MARCO, da addestrare a Grafenwohr in Sassonia; comandante Gen. Princivalle dal 28/11/1943 al 23/8/1944 poi Amilcare Farina dal 23/8/1944 al 30/4/1945. Rientrata il Italia nel luglio 1944 la Divisione fu schierata a difesa delle coste della Liguria occidentale, da Arenzano a Capo Berta, per una estenzione di 75 Km. Il comando fu ad Altare e qui il Generale Farina fece costruire il cimitero della Divisione, il cosiddetto Battaglione delle Croci Bianche. A fine ottobre 1944 il 2° Btg del 6° Rgt (Maggiore Uccelli) venne impiegato sul fronte della Garfagnana insieme ai reparti della Divisione Monterosa e il 3° Btg del 5° Rgt fu impiegato sul fronte Appenninico nei pressi del Passo dell’Abetone. Singolare la sorte di alcuni marò del I° Btg del 5° Rgt che caddero prigionieri nei pressi di Albisola Superiore il 27 aprile 1945. Essi, dopo varie peripezie, furono utilizzati, armati, in servizi di ordine pubblico in Savona stante la carenza di carabinieri disponibili. Lo dispose il Questore di Savona in accordo col Governo Militare Alleato (A.M.G.) In divisa, con le mostrine rosse col leone di San Marco, essi svolsero tale compito dai primi di Giugno al 23 luglio 1945. Furono, quindi, gli ultimi militari della R.S.I. rimasti in armi con le loro divise. (Vedi ACTA, dell’Ist.Storico R.S.I. n. 45 – Maggio-Luglio 2001)

 Divisione di Bersaglieri ITALIA, da addestrare a Heuberg nel Wurttemberg; comandante Gen. Giardina fino al 29/11/1943, Gen. Carloni fino al 15/7/1944, Gen. Guido Mainardi dal 14/8/1944 al 22.2.1945, poi Gen. Mario Carloni fino al 29.4.1945. Contava circa 14000 uomini (1) che, però, successivamente si ridussero a poco più di 10000. Rientrata dalla Germania nel dicembre 1944, fu schierata fra Parma, Fidenza e Salsomaggiore. A metà gennaio 1945 cominciò lo spostamento verso il fronte della Garfagnana dove andò a dare il cambio ai reparti della Monterosa (ad eccezione del Btg. “Intra”) e della San Marco. Durante il ripiegamento combattè valorosamente per difendere le vie che consentirono il ripiegamento fino a Medesano, dove avvenne la resa con l’onore delle armi.                       

 Divisione di granatieri LITTORIO da addestrare nel campo di Senne in  Turingia. Comandante Gen. Tito Agosti. Era costituita da 1 Rgt di granatieri (3 Btg), 1 Rgt di Alpini (3 btg) e 1 Rgt di Artiglieria (4 Gruppi). Contava circa 17000 uomini (1). Rientrò in Italia nell’ottobre 1944 e, dopo una breve sosta in Emilia e Lombardia, il 3 dicembre fu posta a difesa delle Alpi Occidentali nel tratto da Cima del Diavolo al Monviso. Tenne le posizioni affidatele fino all’ultimo.

  Ogni divisione, come abbiamo visto, doveva contare 14-16.000 uomini, ad eccezione della Monterosa che ne contava circa 20.000.

  L’organico di ogni divisione era così composto:

2 Rgt formati da 3 Btg ciascuno,

1 Cmp anticarro,

reparti reggimentali

1 Rgt di artiglieria formato da tre Gruppi da 75 e uno da 105

1 Btg Pionieri

1 Gruppo esplorante formato da due squadroni leggeri e 1 dotato di

        armi pesanti di accompagnamento, antiaeree e anticarro,

1 Btg Collegamenti

1 Btg Trasporti

1 Btg di truppa di Intendenza.

  Il Comando di Divisione comprendeva:

Il Comandante

Lo Stato Maggiore

Il Quartier Generale

2 Sezioni di Gendarmeria da Campo

1 drappello automobilistico

1 Cmp di cannoni anticarro.

Le divisioni italiane (ad eccezione della “Littorio” che entrò a far parte dell’86° Corpo d’Armata germanico), insieme a due tedesche, ad alcuni Btg di bersaglieri, alle Brigate Nere e a reparti della G.N.R. andarono a costituire l’”Armata Liguria”, sotto il comando del Generale Graziani, che ne assunse il comando il 2 agosto 1944. Fu l’unico caso in cui unità tedesche operarono alle dipendenze di un Generale italiano. Tanta era la stima che Graziani godeva in Germania.

 

NOTE: (1) Una comunicazione della Segreteria Militare del Ministero delle Forze Armate sulla situazione delle divisioni italiane al 14 giugno 1944 (la comunicazione è del 15 giugno) fornisce le seguenti cifre:

I Divisione Italia 14183

II Divisione Littorio 17204

III Divisione San Marco 15331

IV Divisione Monterosa 19803

 Successivamente tali cifre subirono un ridimensionamento in diminuizione specie per le Divisioni Littorio e Italia.

Altri Corpi

Per completezza di informazione si ritiene di dover nominare anche i seguenti corpi che operarono durante la R.S.I. alle dipendenze di questa:

La Guardia di Finanza

L’8 settembre 1943 erano in servizio 12 legioni più alcune compagnie, distribuite su tutto il territorio nazionale e anche fuori di esso. Rimasero generalmente al loro posto e continuarono a svolgere il servizio di istituto. Si ebbero, però, diversi casi di non fedeltà alla R.S.I. e di collusioni con i partigiani.

Il Corpo Agenti di Custodia

Anche gli agenti di custodia l’8 settembre 1943 rimasero ai loro posti e continuarono a svolgere le loro funzioni regolarmente. In alcuni casi persero la vita nel difendere le carceri da attacchi partigiani.

La C.R.I.

Neppure il personale della C.R.I. si sbandò con l’armistizio e rimase a compiere il suo dovere di assistenza a feriti, sinistrati e prigionieri di guerra, con grande abnegazione. Preziosa l’opera a favore degli italiani internati in Germania, che ebbero assistenza e possibilità di comunicare con le famiglie.

La Direzione Generale servizi antincendio

All’atto dell’armistizio questa direzione ebbe momenti difficili per difficoltà di comunicazione coi comandi del Vigili del Fuoco. Tuttavia non si sbandò e riuscì a svolgere il suo prezioso compito gravosissimo per i frequenti bombardamenti.

Il servizio postale

Guardia nazionale repubblicana (ex Milizia, comandante Renato Ricci).  Forza dichiarata: 140-150 mila uomini.  Costituita il 20 novembre 1943, fu la prima «superpolizia del partito», la meglio organizzata, con maggiori mezzi e buon armamento. Dal dicembre 1943 incorporò anche i carabinieri rimasti.

Brigate nere (comandante il segretario del PFR Alessandro Pavolini) Forza dichiarata: 110.000 uomini.  Le Brigate nere vennero create il 30 giugno 1944 trasformando il Partito fascista in organismo militare; vi dovevano appartenere «tutti gli iscritti al Partito fascista repubblicano di età fra i 18 e i 60 anni, non appartenenti ad altre forze ausiliarie».  Le Brigate nere erano 39, ognuna corrispondente a una provincia.  Ciascuna portava il nome di un caduto fascista: furono destinate esclusivamente alla lotta contro i partigiani.

Legione autonoma mobile Ettore Muti (comandante il «colonnello» Francesco Colombo, un ex sergente).  Forza dichiarata: 2300 uomini.  Costituita nel gennaio-febbraio 1944, la Muti aveva sede a Milano nella caserma Solinas ed era composta da due unità: il battaglione mobile che operava nelle vallate per i rastrellamenti e quello che presidiava Milano.  

Servizio Ausiliario Femminile 5500 donne. Sorse ufficialmente il 18 aprile 1944 per sopperire a molteplici compiti: servizi ospedalieri, amministrativi, logistici, assistenziali, posti di ristoro e protezione antiaerea

Le SS italiane Un corpo di circa ventimila italiani che operò dalla fine del '43 all'aprile del '45. Non è inquadrabile nelle forze armate della Rsi. Al momento dell'arruolamento, infatti, le Ss italiane non giuravano fedeltà al rinato fascismo della repubblica sociale, ma alla Germania nazista e al suo capo Adolf Hitler

Non fu mai interrotto e continuò a funzionare ininterrottamente, malgrado le gravi emergenze, fino alla fine.

 

LA MARINA REPUBBLICANA

 La Marina Repubblica

La Divisione "Decima"

 

L’AERONAUTICA REPUBLICANA

 L'aeronautica Repubblicana

La Caccia

Gli aerosiluranti

I Gruppi aerotrasportati

La 1°Squadriglia da bombardamento "Ettore Muti"

Il Reparto Alianti

L'Artiglieria Contraerea Repubblicana (Ar.Co)

I Paracadutisti del reggimento "Folgore"

NOTA: I governi italiani antifascisti che si sono succeduti dopo la seconda guerra mondiale hanno sempre pervicacemente negato il riconoscimento della qualifica di “Combattenti” ai militari della R.S.I. Il Tribunale Supremo Militare, però, in data 26 aprile 1954 ha emesso la sentenza n. 747 (Presidente  Buoncompagni, Relatore Ciardi) con la quale viene solennemente riconosciuto a tutti i Combattenti della R.S.I. il carattere di combattenti regolari, cosa che viene negata ai partigiani. A testimoniare che i tempi lentamente stanno cambiando gioverà anche sapere che a Rovato (Brescia) è stata recentemente intitolata una via ai “CADUTI DELLA R.S.I.